Di Andra Ojog
Da sempre la parola calcio è stata attribuita agli uomini e addirittura fino a poco tempo fa il calcio femminile non era per nulla considerato in Italia né dai media né dai giornalisti.
Attualmente invece un'evoluzione nel calcio femminile italiano sta avvenendo, infatti il 26 aprile 2022 questo sport è passato al professionismo.
Questo evento da parte mia lo considero una rivoluzione: dopo tanti anni dove le donne sono sempre state lasciate da parte, finalmente il loro lavoro viene ripagato, anche se siamo circondate ancora dagli stereotipi e dagli insulti. Ma se dobbiamo guardare oltre, vediamo degli stati che vietano alle donne di giocare a calcio o addirittura fare sport, come per esempio i talebani che hanno cercato di lapidare delle giocatrici afghane (ma loro sono riuscite a scappare in Inghilterra per seguire la loro passione).
Parlando invece di storia, il calcio femminile a livello europeo è nato in Inghilterra. Sembra che la prima partita venne giocata nel 1881, ma la prima vera sfida organizzata tra squadre di calciatrici donne si svolse a Preston, in una fabbrica di munizioni. Le sfide riguardavano anche i maschi, ma per vedere la squadra di sole donne della Dick Kerr Ladies sugli spalti di Liverpool nel 1920 accorsero oltre 50 mila persone.
Il calcio femminile inglese ottenne quindi un successo inaspettato e in breve tempo si diffuse in tutta l’Inghilterra. Nacquero vari tornei con 150 squadre e partite che arrivarono fino a Parigi. Fu così che i maschi della Football Association, nel 1921, pensarono di impedirne la pratica. Dissero che era inadatto alle donne, ragion per cui tale sport scomparve per 40 anni, fino a quando nel 1960 lo spirito calcistico delle giocatrici si rifece vivo.
Attualmente il calcio femminile a livello mondiale è abbastanza diffuso; prendiamo in considerazione la finale di Coppa del mondo di calcio femminile in Francia: gli stadi erano pieni e gli incontri sono stati visti in tv e sul web da 1,2 miliardi di persone in 124 Paesi. Ogni anno milioni di spettatori assistono anche agli incontri di Champions League, tra cui l’ultimo a Barcellona che ha ottenuto oltre 90 mila spettatori. L’ultimo mondiale del 2019 ha poi rivoluzionato il mondo calcistico italiano, dato che le azzurre sono arrivate fino ai quarti di finale.
Concludendo, ci terrei a specificare che il calcio femminile non è uno sport sbagliato come dicono coloro che lo sottovalutano: se una ragazza vuole provare a seguire una sua passione nessuno deve impedirglielo e lei non deve farsi frenare dalle paure che questa società vive, perché solo provando nuove esperienze conosciamo noi stessi e le nostre passioni.
Mi auguro quindi che le donne ottengano ciò che vogliono ottenere da anni.
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