Di Sofia Verde
Dalla comparsa delle piattaforme streaming le serie televisive hanno cominciato ad influenzare sempre di più i giovani.
Il settore dell’intrattenimento vale miliardi di dollari e, fatturando tali somme, sfrutta al meglio tutto quello che piace al pubblico, sfornando centinaia di contenuti l’anno. È come se i direttori delle grandi società di distribuzione di tipo cinematografico-televisivo (come Netflix, Now tv, HBO, Prime Video…) possedessero una gigantesca spugna in grado di assorbire i contenuti in tendenza su internet, sfruttandoli allo scopo di creare, per esempio, nuove serie tv, talvolta strizzando questo strumento fino all’inverosimile, fino a sfociare nel ridicolo.
Accade però anche il fenomeno opposto: una volta che una serie televisiva viene lanciata possono accadere due cose: che sia un flop o che abbia successo. I motivi per cui il contenuto possa non piacere possono essere vari: è considerato qualcosa di “già visto”, non è all’altezza delle aspettative, non esaudisce la fame di “coolness” del consumatore, talvolta è troppo avanti nei tempi per il pubblico moderno.
Quando però un contenuto diventa virale la situazione è molto più complessa. Lo spettatore viene preso dalla serie, catturato da un mondo diverso o simile a quello che conosce, comunque sia rimane un’occasione per scappare dalla realtà, dalla monotonia quotidiana. Il 90% delle volte la platea di consumatori crede, ne è fermamente convinto, di stare guardando qualcosa di nuovo, diverso da tutto ciò a cui si è approcciato prima, anche se magari si parla di uno stesso “genere”. La verità, la tecnica che sta dietro ad ogni serie-fenomeno di fama globale, sta nel mix perfetto, creato dallo scrittore/regista, tra ciò che sembra straordinariamente nuovo e ciò che il pubblico è abituato a vedere, quello che piace e sempre piacerà. Non è una critica, così funziona l’intrattenimento, che sia cinematografico-televisivo, musicale o letterario.
Una volta che il pubblico termina di godersi il contenuto ne rimane, consciamente o inconsciamente, influenzato.
Probabilmente una delle più grandi serie tv-evento che ha influito di più sulle tendenze moderne, giocando un ruolo importante sugli abbigliamenti giovanili, è Stranger Things. Dal 2016 ha catturato coloro che hanno vissuto gli anni '80 come chi può solo immaginarseli, rimanendo affascinato dalle ambientazioni tra il realistico e il fantastico. Ha ridato lo charme ai vestiti colorati come mai niente aveva fatto prima d’ora: basti ammirare le nuove collezioni VERSACE e VALENTINO come esempio concreto. Tuttavia, il capo che ha conquistato maggiormente il cuore dei giovanissimi, spopolando ovunque, è il jeans a zampa, che non si vedeva in giro dagli anni '90. Oggi invece sembra piacere a tutti, anche se in una versione modificata, essendo più stretto sul ginocchio rispetto all'originale.
Serie campioni d'incassi più recenti, che quindi stanno influenzando la moda moderna maggiormente in questo momento, sono invece Bridgerton ed Euphoria.
Il fascino di Bridgerton sta nello sfarzo della vita dei protagonisti, appartenenti all’alta società londinese dell’800. Abiti dalle lunghe e molteplici gonne, colori pastello di ogni genere, gioielli mozzafiato: sono tutti indumenti che contraddistinguono il lussuoso mondo dell'Inghilterra ottocentesca, romanzato dall’autrice dei libri Julia Quinn, a cui la serie è ispirata. La costume designer della serie, Ellen Mirojnick, rende partecipi i numerosi fan del suo lavoro creativo: “L’epoca Regency prende una piega audace, sontuosa e ricca, impreziosita da dettagli e palette moderne. La sfida è stata amalgamare la sensibilità del tempo all’alta moda. Tessuti all’avanguardia incapsulati nelle silhouette femminili del tempo: è così che si crea un universo visivo originale e vibrante.”
Tuttavia un solo capo proveniente direttamente dal reparto costumi della serie di Shonda Rhimes è effettivamente arrivato sulle passerelle di oggi, distinguendosi: il corsetto.
“L’indumento più controverso della storia della moda.”
Così la giornalista Sofia Gnoli lo ha definito nel suo articolo per VOGUE Italia (marzo 2022), trattando proprio di questo e ponendo l’accattivante domanda: “Strumento di tortura o simbolo di libertà?”
Sia Prada, che Gucci che Dolce & Gabbana hanno colto la sfida al volo, lanciando il corsetto tra le loro nuove collezioni in diverse e originali versioni. Nonostante nel 1907 Paul Poiret lo avesse abolito, etichettando l’800 come “l’epoca del busto” e introducendo al suo posto il reggiseno, oggi il corsetto assume una nuova sfumatura di inclusione: “non importa quanto strizza, quel che conta è l’idea” scrive la Gnoli, enfatizzando l’ “unisessualità” di questo indumento.
La serie televisiva Euphoria di HBO ha invece catturato l’attenzione del pubblico per diversi fattori: dalla trama adolescenziale, che dovrebbe essere realistica quando invece non lo è (cosa che ha affascinato molto i fan) agli attori già famosi in precedenza come Zendaya e Jacob Elordi, fino al fatto che molti personaggi sembrano avere uno spiccato senso della moda (soprattutto Maddie che viene universalmente riconosciuta come una fashion icon) .
In seguito all’uscita della serie, la ricerca di abiti con le piume è aumentata del 275% secondo gli analisti di Vestiaire Collective, ma c’è una tendenza che sovrasta tutte le altre, ed è quella del makeup. Il trucco di Euphoria è infatti degno di nota perché risulta tremendamente attuale e allo stesso tempo straordinariamente innovativo. Ombretti molto elaborati, eyeliner colorati e l’introduzione dei magici brillantini contraddistinguono il lavoro dei make-up artist della serie.
Tutti questi esempi dimostrano come il settore cinematografico-televisivo riesca a orientare i gusti dei giovani, condizionando la percezione di questi ultimi nel distinguere “ciò che è figo” e “ciò che non lo è”. Creando dei personaggi “preferiti” in cui il pubblico si possa più o meno riconoscere e immaginando mondi fantastici lontani ma allo stesso tempo così vicini alla nostra realtà, i creatori dei contenuti di intrattenimento hanno un immenso potere sull’industria delle tendenze, avendo le capacità di trasformarla continuamente a loro piacimento. Ciò può rendere un consumatore schiavo delle influenze, oppure queste ultime possono permettergli di essere quello che è, o ancora può avere l’occasione di distinguersi dalla massa.
L’importante è usare il nostro guardaroba come uno strumento per sentirci bene con noi stessi, a nostro agio, modellando il nostro corpo come più ci piace, indipendentemente da ciò che va di moda.
Il settore dell’intrattenimento vale miliardi di dollari e, fatturando tali somme, sfrutta al meglio tutto quello che piace al pubblico, sfornando centinaia di contenuti l’anno. È come se i direttori delle grandi società di distribuzione di tipo cinematografico-televisivo (come Netflix, Now tv, HBO, Prime Video…) possedessero una gigantesca spugna in grado di assorbire i contenuti in tendenza su internet, sfruttandoli allo scopo di creare, per esempio, nuove serie tv, talvolta strizzando questo strumento fino all’inverosimile, fino a sfociare nel ridicolo.
Accade però anche il fenomeno opposto: una volta che una serie televisiva viene lanciata possono accadere due cose: che sia un flop o che abbia successo. I motivi per cui il contenuto possa non piacere possono essere vari: è considerato qualcosa di “già visto”, non è all’altezza delle aspettative, non esaudisce la fame di “coolness” del consumatore, talvolta è troppo avanti nei tempi per il pubblico moderno.
Quando però un contenuto diventa virale la situazione è molto più complessa. Lo spettatore viene preso dalla serie, catturato da un mondo diverso o simile a quello che conosce, comunque sia rimane un’occasione per scappare dalla realtà, dalla monotonia quotidiana. Il 90% delle volte la platea di consumatori crede, ne è fermamente convinto, di stare guardando qualcosa di nuovo, diverso da tutto ciò a cui si è approcciato prima, anche se magari si parla di uno stesso “genere”. La verità, la tecnica che sta dietro ad ogni serie-fenomeno di fama globale, sta nel mix perfetto, creato dallo scrittore/regista, tra ciò che sembra straordinariamente nuovo e ciò che il pubblico è abituato a vedere, quello che piace e sempre piacerà. Non è una critica, così funziona l’intrattenimento, che sia cinematografico-televisivo, musicale o letterario.
Una volta che il pubblico termina di godersi il contenuto ne rimane, consciamente o inconsciamente, influenzato.
Probabilmente una delle più grandi serie tv-evento che ha influito di più sulle tendenze moderne, giocando un ruolo importante sugli abbigliamenti giovanili, è Stranger Things. Dal 2016 ha catturato coloro che hanno vissuto gli anni '80 come chi può solo immaginarseli, rimanendo affascinato dalle ambientazioni tra il realistico e il fantastico. Ha ridato lo charme ai vestiti colorati come mai niente aveva fatto prima d’ora: basti ammirare le nuove collezioni VERSACE e VALENTINO come esempio concreto. Tuttavia, il capo che ha conquistato maggiormente il cuore dei giovanissimi, spopolando ovunque, è il jeans a zampa, che non si vedeva in giro dagli anni '90. Oggi invece sembra piacere a tutti, anche se in una versione modificata, essendo più stretto sul ginocchio rispetto all'originale.
Serie campioni d'incassi più recenti, che quindi stanno influenzando la moda moderna maggiormente in questo momento, sono invece Bridgerton ed Euphoria.
Il fascino di Bridgerton sta nello sfarzo della vita dei protagonisti, appartenenti all’alta società londinese dell’800. Abiti dalle lunghe e molteplici gonne, colori pastello di ogni genere, gioielli mozzafiato: sono tutti indumenti che contraddistinguono il lussuoso mondo dell'Inghilterra ottocentesca, romanzato dall’autrice dei libri Julia Quinn, a cui la serie è ispirata. La costume designer della serie, Ellen Mirojnick, rende partecipi i numerosi fan del suo lavoro creativo: “L’epoca Regency prende una piega audace, sontuosa e ricca, impreziosita da dettagli e palette moderne. La sfida è stata amalgamare la sensibilità del tempo all’alta moda. Tessuti all’avanguardia incapsulati nelle silhouette femminili del tempo: è così che si crea un universo visivo originale e vibrante.”
Tuttavia un solo capo proveniente direttamente dal reparto costumi della serie di Shonda Rhimes è effettivamente arrivato sulle passerelle di oggi, distinguendosi: il corsetto.
“L’indumento più controverso della storia della moda.”
Così la giornalista Sofia Gnoli lo ha definito nel suo articolo per VOGUE Italia (marzo 2022), trattando proprio di questo e ponendo l’accattivante domanda: “Strumento di tortura o simbolo di libertà?”
Sia Prada, che Gucci che Dolce & Gabbana hanno colto la sfida al volo, lanciando il corsetto tra le loro nuove collezioni in diverse e originali versioni. Nonostante nel 1907 Paul Poiret lo avesse abolito, etichettando l’800 come “l’epoca del busto” e introducendo al suo posto il reggiseno, oggi il corsetto assume una nuova sfumatura di inclusione: “non importa quanto strizza, quel che conta è l’idea” scrive la Gnoli, enfatizzando l’ “unisessualità” di questo indumento.
La serie televisiva Euphoria di HBO ha invece catturato l’attenzione del pubblico per diversi fattori: dalla trama adolescenziale, che dovrebbe essere realistica quando invece non lo è (cosa che ha affascinato molto i fan) agli attori già famosi in precedenza come Zendaya e Jacob Elordi, fino al fatto che molti personaggi sembrano avere uno spiccato senso della moda (soprattutto Maddie che viene universalmente riconosciuta come una fashion icon) .
In seguito all’uscita della serie, la ricerca di abiti con le piume è aumentata del 275% secondo gli analisti di Vestiaire Collective, ma c’è una tendenza che sovrasta tutte le altre, ed è quella del makeup. Il trucco di Euphoria è infatti degno di nota perché risulta tremendamente attuale e allo stesso tempo straordinariamente innovativo. Ombretti molto elaborati, eyeliner colorati e l’introduzione dei magici brillantini contraddistinguono il lavoro dei make-up artist della serie.
Tutti questi esempi dimostrano come il settore cinematografico-televisivo riesca a orientare i gusti dei giovani, condizionando la percezione di questi ultimi nel distinguere “ciò che è figo” e “ciò che non lo è”. Creando dei personaggi “preferiti” in cui il pubblico si possa più o meno riconoscere e immaginando mondi fantastici lontani ma allo stesso tempo così vicini alla nostra realtà, i creatori dei contenuti di intrattenimento hanno un immenso potere sull’industria delle tendenze, avendo le capacità di trasformarla continuamente a loro piacimento. Ciò può rendere un consumatore schiavo delle influenze, oppure queste ultime possono permettergli di essere quello che è, o ancora può avere l’occasione di distinguersi dalla massa.
L’importante è usare il nostro guardaroba come uno strumento per sentirci bene con noi stessi, a nostro agio, modellando il nostro corpo come più ci piace, indipendentemente da ciò che va di moda.


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