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Vivere o sopravvivere?

 Di Giulia Venturato, Liceo Duca d'Aosta (Padova)


Quante volte sentiamo parlare di sogni nella nostra vita? Di sicuro moltissime volte. Ma prima di immergerci in questa strana realtà, è importante distinguere le due grandi tipologie di sogni esistenti: ”notturni” e “reali”.
I primi sono i sogni che facciamo la notte, dormendo, nel sonno. Si tratta di immagini che provengono da oggetti  esterni e che vengono percepite come apparentemente reali dal soggetto sognante.
I secondi sono i sogni di cui una persona è conscia durante il giorno e tutta o parte della sua vita. Questi sogni sono intesi come flussi di energia vitale che provengono da una o più ambizioni.
Spesso mi chiedo se possa mai succedere che sogni “notturni” e sogni “reali” coincidano. La mia risposta è un sì. Da alcune mie esperienze personali dico che può capitare che l’obiettivo che si vuole raggiungere nella vita reale, legato a un lavoro futuro o a delle passioni sviluppate, si manifesti nel sogno durante la notte.
Dormendo il nostro più grande desiderio non si mostra solo nel cervello, ma viene  accompagnato da uno sfondo che può essere differente da quello che ci aspettiamo nella realtà. Le nostre ambizioni, nel sonno, si costruiscono una storia nominandosi protagoniste della stessa. E noi ci ritroviamo a gioire, se i capitoli ci stanno piacendo, disapprovare se ci stanno solo interessando.
Ma le vere sorti dei nostri sogni “reali” le conosciamo solo vivendo. Non basta ciò che ti sussurra il cervello la notte perché i veri cambiamenti avvengono sempre alla luce del sole.
Sognare, nel corso della vita, è essenziale. Prefissarsi degli obiettivi e avere grandi o piccoli desideri in serbo per il futuro o un vicino presente significa vivere. Rincorrere un qualcosa che scopriamo appartenerci, fa della nostra esistenza un’esplosione di colori.
Vivere invece senza ambizioni significa restare sempre ad occhi chiusi. Significa vedere tutto grigio. In questo caso non si tratta di vita ma di sopravvivenza.
Nonostante ciò, i sogni “reali”sono spesso etichettati come infantili, agli occhi di tutti o quasi.
 Può passare quest’idea perché, d'altronde, i sogni ci accompagnano fin da piccoli. Caratterizzano la nostra infanzia e adolescenza.
Nel primo caso si tratta di desideri molto lontani, di cui spesso nemmeno l’artefice ne è conscio. L’astronauta, il cantante o l’attore sono professioni che a cinque anni non si conoscono bene a fondo.
Ma quando si raggiunge l’adolescenza le cose cominciano a cambiare. Le idee si schiariscono in testa e nascono le prime vere ambizioni che, se importanti per il soggetto, lo accompagneranno anche nella fase adulta. I sogni non sono più impossibili da realizzare. Questo perché, essendo frutto di passioni coltivate dal sognatore, gli sono vicino più che mai.
Spesso ci sentiamo dire dai più grandi o  dai nostri coetanei :“torna con i piedi per terra”. Ma il voler raggiungere un obiettivo, anche se fatto umilmente e a mente lucida, ci spinge un minimo a volare. D’altronde sognare ti permette di indossare un paio d’ali che ti consentono di sollevarti in cielo, certo, ma pure atterrare se necessario. Per poi spiccare nuovamente il volo.
Credo sia dunque scorretto vedere una persona che ambisce a un qualcosa nella vita, come irrealistica o ancora “bambina”. Penso sia tutto, tranne questo.
Ci si potrebbe chiedere: ma perchè sognare?
Bé, in parte a questa domanda abbiamo già dato risposta: sognare serve perché è vitale.
 Ma è importante aggiungere che sognare significa volere cambiare qualcosa della propria vita. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di lanciarsi in un pozzo non sapendo cosa trovare sul fondo. Ma è proprio quello il bello: provare a fare della propria vita ciò che si vuole.
Non tutti rincorrono i propri obiettivi, perché non ne hanno il coraggio. Oppure lo fanno ma arrendendosi a metà percorso quando gli ostacoli sono troppi da superare. Sono pochi quelli che arrivano alla meta e che, nonostante abbiano faticato, possono dire di aver dato finalmente un senso alla loro vita.
Ritengo sia dunque importante maturare la consapevolezza del fatto che una vita senza desideri e senza sogni è triste, povera, condannata a spegnersi prima della morte biologica. E’ una vita sprecata.
Come disse Jim Morrison: ”Non dire mai che i sogni sono inutili perché è inutile la vita di chi non sa sognare”.

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