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RECENSIONE VENOM: LA FURIA DI CARNAGE

 Di Alessio Grassi


Il primo aggettivo che viene in mente pensando a questo film è "incompleto".


Venom: la furia di carnage: del 2021, per la regia di Andy Serkis, con Tom Hardy e Woody Anderson.


La trama gira attorno a tre centri: il serial killer Cletus, la relazione tra Eddie Brock e Venom e le battute di quest’ultimo.


Il film inizia narrando, appunto, di questo serial killer, che viene separato dal suo unico amore, che sembra avere dei superpoteri; taglio veloce e ci si ritrova nel futuro con un Eddie sul lastrico, senza fama, soldi e amore.


Per qualche ragione Cletus vuole essere intervistato da Eddie (nel film non verrà mai veramente spiegato il perché) e nonostante le frasi criptiche Venom riesce ad ottenere decine di informazioni da alcune scritte e disegni sul muro della cella del serial killer.


Venom quindi si improvvisa Picasso (citando letteralmente il film) ridisegnando i graffiti della cella e riuscendo a risolvere insieme ad Eddie un caso che andava avanti da anni.


Il protagonista torna così ad avere una vita agiata insieme al suo simbionte tra cioccolata e galline (unici cibi, escludendo i cervelli umani, che possano nutrire Venom).


La trama si svilupperà poi con Cletus che, per qualche motivo, viene a conoscere dettagli molto privati della vita di Eddie. Scatenando quindi  un attacco d’ira di Venom, Cletus riesce a mordere la mano di Brock ottenendo così un simbionte, Carnage appunto.


Il resto della pellicola... la potrete vedere al cinema!


Per quanto riguarda la struttura della storia, come detto all’inizio, il film sembra incompleto: è come se avessero tagliato 40 minuti buoni dalla pellicola; nulla è approfondito se non il fatto che Eddie sia un idiota e Venom un adolescente.


Ci sono evidenti buchi di trama come il fatto che Cletus conosca tutti questi dettagli sulla vita privata di Brock, o Venom che, con la debolezza per i rumori forti, va letteralmente in una discoteca con musica a palla, prende un microfono, fa un discorso e dopo lascia cadere il microfono per terra facendo il tipico rumore spaccatimpani che avrebbe dovuto quasi uccidere il simbionte.


La fotografia è senza infamia e senza lode, mentre la cgi è  veramente scarsa. Non fraintendetemi: uno spettatore casuale non noterebbe particolari problemi ma chiunque abbia un occhio più attento o abbia addirittura avuto a che fare con il 3D sa che con il budget a disposizione era possibile fare davvero di meglio. La musica non è particolarmente memorabile, apprezzata però  la parte metal in stile “DOOM” all’inizio dello scontro finale.


Se si prendono alcune scene, singolarmente sono anche carine, ma il film nel complesso non funziona: anche staccando il cervello ci si rende conto di alcuni problemi strutturali. Ma, dando a Cesare ciò che è di Cesare, un paio di battute mi hanno strappato un sorriso; per il resto però Venom è stato reso molto macchiettistico.


Rimanete in sala fino all’ultimo però poiché ci sarà una scena post-credit molto importante.


ATTENZIONE, ALLERTA SPOILER!

non leggete se non volete rovinarvi la “sorpresa”


Mi ritrovo quasi costretto in questo caso a parlare della scena post-credit poiché oltre all’introduzione indiretta di un personaggio molto importante nella lore dei simbionti, nonché alla spiegazione dell’immensa conoscenza di questi, ci ritroviamo Venom ed Eddie che sono trasportati nell’universo dello Spiderman di Tom Holland; quindi è confermato che in questo momento Venom si trova nell’ MCU (marvel cinematic universe).






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