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RECENSIONE GHOSTBUSTER:LEGACY

 Di Alessio Grassi


Chi non ama la nostalgia?


Parlo di un film del 2021, per la regia di Jason Reitman ovvero Ghostbuster:Legacy.


L’effetto nostalgia è quella sensazione che provi quando, andando in soffitta o in cantina, spolverando i vecchi oggetti, trovi quella singola cosa con cui ti sei divertito per giorni nella tua infanzia e ti risvegli, dopo due ore, dall’oceano di ricordi che ti ha investito.


La pellicola è di fatto questo, ma non solo, perché riesce a rilanciare bene, in quanto sequel e tirata a lucido di un brand di ormai quarant’anni fa, questa saga.

Di fatto i nuovi Ghostbuster sono dei ragazzini (i nipoti di Egon Spengler) che dopo la sua morte per “cause naturali” hanno ereditato la casa (e con lei tutta l’attrezzatura da Ghostbuster).


Il film ci mette un po’ ad ingranare: tutta la prima parte, di oltre quaranta minuti, è solo una presentazione dei personaggi, che però vale la pena guardare perché l’attesa è lautamente ricompensata con citazioni, battute, ectoplasmi e tutto quello che un fan può desiderare.


La pellicola per un neofita risulta interessante, quantomeno godibile e soddisfacente abbastanza da andare a recuperare i primi due, mentre invece per un fan di vecchia data, questo film è una piscina di ricordi, citazioni di vecchi personaggi che fanno, soprattutto nella scena finale, versare qualche lacrimuccia.


Uniche vere pecche sono, appunto, la lentezza iniziale, dopodiché uno scontro finale quasi frettoloso e poi (quest’ultima per gusto personale), la mancanza del tema principale alla resa dei conti che, nonostante compaia nella sigla, sazia solo in parte quella voglia di epicità acchiappa-fantasmi del primo e secondo film.


Una bella pellicola; non un capolavoro, ma una citazione al passo coi tempi che fa bene ai nostalgici come me.


Consiglio di rimanere fino alla fine della proiezione poiché ci sono ben due scene post-credit, di cui l’ultima veramente importante.


SPOILER


Come molti sapranno, l’attore del celeberrimo Egon, ovvero Ivan Reitman, è morto e, sinceramente, vederlo sotto forma di spirito in cgi (fatta anche bene, essendo creata con immagini opportunamente ritoccate del vecchio attore) nella scena finale in cui, dopo aver aiutato i suoi collegi acchiappafantasmi ed aver dato un saluto finale alla sua famiglia, scompare, il tutto unito poi alla dedica “for Harold” alla fine del film, è stato un bel colpo al cuore.




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