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Rubrica scacchi

 

di Dj Ringo Kasparov







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Chiedimi dov’è il vuoto, in un battito spezzato

  di Davide Caretto Sento sempre di essere incompleto, di non aver mai finito qualcosa. Oggi però devo mettere il punto ad un capitolo che, se guardo al Davide di qualche anno fa, non avrei mai pensato di poter scrivere: è un arrivederci al mio ruolo da redattore per Elemento 38. Siamo plasmati da ciò che leggiamo, da ciò che ascoltiamo, da ciò che viviamo, da ciò che sentiamo di essere. Lasciamo che la mente corrosa dalle chimere dei nostri pensieri costruisca o tagli ponti, apra cancelli o chiuda fili spinati, vesta maschere di carta che colano sotto la pioggia delle verità che ci confessiamo. Sono le ultime parole che lascio echeggiare in questo giornalino, e vorrei che fossero “pure”. Vorrei che fossero parole apollinee che parlano la lingua dionisiaca della nostra interiorità, così timida eppure così vitale. Quelle parole che non si interessano di apparire ma che si preoccupano di essere . Zero riferimenti espliciti ad autori, che tuttavia costituiscono una componente importa...

Moda veloce, ma sostenibile?

 Di Vanessa Verzola Fast fashion . Da tradursi letteralmente con “moda veloce”, è un settore dell’abbigliamento che produce e vende capi di bassa qualità a prezzi super-ridotti e che lancia nuove collezioni in tempi brevissimi. È comparso tra la fine degli anni ‘90 e i primi 2000 e ha portato a un aumento del 400% dei capi di abbigliamento rispetto a 20 anni fa; prima lo shopping era un evento occasionale e, in generale, le persone consumavano meno rispetto ad oggi. Ma perché l’industria del fast fashion ci riguarda in prima persona? Tutto nasce da un problema di sfruttamento delle persone coinvolte e dell'ambiente, e riguarda il futuro di tutti noi. Nasce tutto dal fatto che le catene di abbigliamento low cost hanno bisogno di ridurre i costi e di accelerare i tempi di produzione; quindi esportano la produzione all’estero, nei Paesi in via di sviluppo, dove la manodopera costa meno. Il problema è che spesso questi sono Paesi in cui i datori di lavoro sono poco attenti alla qual...

RECENSIONE: STRAPPARE LUNGO I BORDI

 Di Alessio Grassi Fa ridere, ma miseria se fa male… Parlo di una serie del 2021, un originale Netflix italia, diretto da Zerocalcare (Michele Rech) ovvero Strappare lungo i bordi. E’ una rielaborazione in forma animata di tantissime opere di Zerocalcare con la falsa riga de “La profezia dell’armadillo”, e sinceramente, ha veramente poco senso parlare della trama. Di fatto la serie sviluppa la trama principale per solo gli ultimi due episodi (per un totale di 6), mentre tutto il resto è un modo per approfondire i personaggi ma soprattutto, la psicologia di Zero. E’ in parte autobiografica, e fa qualcosa di così semplice ma così geniale, che mi ha colpito profondamente: per quasi tutta la serie Zero parla di quelle paranoie, di quei problemi e disavventure che tutti noi, almeno una volta, abbiamo sperimentato. Zero usa tutti i primi episodi per far vedere chi sono i personaggi, chi è il protagonista e lo fa con delle cose che sembrano la verità nuda e cruda della vita di molti di no...