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Teatro chiama autori-aprile 2020

Come ogni anno il gruppo di Teatro della nostra scuola parteciperà alla rassegna "Teatro di classe" e per quest’occasione si è scelto di dare la possibilità a ciascuno di noi studenti di diventare l’autore dello spettacolo. I racconti, di genere fantascientifico, sono stati giudicati da una giuria, composta da professori, esperti di teatro e dalla redazione di Elemento 38, la quale ha proclamato vincitori “Loto” di Giovanni Fiorenzi (5C) e “Commissione temporale” di Laura Solieri (4H). Vi proponiamo gli incipit dei racconti presentati e chi fosse interessato a leggere le versioni integrali, può consultare il fascicolo presente in biblioteca contenente i vari testi. La redazione di Elemento 38 si congratula con i nuovi registri e augura buona fortuna a tutti quanti! 


Loto (2070), Giovanni Fiorenzi 5C


«Strane lettere sono scritte accanto alla parola CURRENT DATE AND HOUR che leggo sullo schermo digitale nell’area Afk della navicella. P. Verlaine è il nome che leggo nella targhetta sul mio petto specchiandomi su un thermos d’acciaio. Il mio nome? Non lo ricordavo. Potevo immaginarmi la luna pallida e la sua luce diafana, potevo descrivere il Colosseo e il Circo Massimo senza mai averli visti dal vero, solo in televisione, potevo parlare di Napoleone o spiegare cosa fosse un elefante e quasi afferrare nella mia mente le sue zanne d’Avorio. Non potevo ricordare: perché ero lì? Avevo una famiglia? Chi ero io? Gustav Jung aveva ragione. Era incredibile come ricordarsi chi era Gustav Jung e come la sua teoria, dell’inconscio collettivo, di una conoscenza a priori che ognuno di noi possiede, fosse evidente in questa terribile situazione». 


Commissione temporale, Laura Solieri 4H


««...infine oggi, ventidue Pentaio quindici dal Triplice Incontro, datazione unica...» diceva il cronista sullo schermo del piccolo computer «...il presidente dell'Assemblea di Pace tra le Specie Senzienti, ha annunciato l'unificazione dei sistemi di misura. Le commissioni, riunite da questa mattina, hanno già provveduto a sostituire il "chilogrammo" con il "grave", un cambiamento che avrà "pesante" impatto sulle nostre vite – scusate la battuta, ma non ho resistito –; mentre per nostra fortuna è stata confermata la validità del "metro". La discussione è particolarmente accesa sull'unità di tempo, per la quale pare che sarà istituita nelle prossime ore una commissione speciale. Vi invitiamo a tenervi aggiornati, consultando le tavole di conversione che usciranno a breve sul sito governativo...» Timì fermò il filmato osservando soddisfatto l'espressione incredula di Samaya». 


Lo spettacolo dei burattini, Giulia Fornieri 2F


«2230 d.C. una data che vi può apparire lontana, di una vera e propria nuova epoca. Vi farete le solite domande. “Le macchine voleranno?”, “Abbiamo trovato un pianeta abitabile?”, “Ci siamo decisi a trovare gli alieni?”. 

In tal caso mi dispiace deludervi, ma per adesso siamo ancora i soli esseri viventi nella nostra galassia. Devo ammettere però che se qui la situazione non migliora, posticiperei ogni incontro alieno al giorno in cui ci decideremo finalmente a mostrare il bello di noi stessi. La parte migliore dell’essere umano perché, udite udite, esiste! Eppure se ci guardiamo attorno non notiamo altro che uomini e donne tutti uguali, tutti con gli stessi gusti, tutti con le stesse idee. Una noia insomma. 

Nessuno si interessa a niente, tutti sanno ciò che la massa vuole, nessuno considera ciò che i pochi ritengono». 


Noi siamo l’errore, Ester Zanasi 1A


«Sono dell'idea che ognuno debba avere degli obbiettivi nella vita: c'è chi vuole diventare famoso, chi s'impegna per cambiare le cose, chi lotta per i problemi a livello mondiale come la povertà. Il mio obiettivo è riuscire a rimanere sveglia durante l'ora di filosofia. Mi dispiace, okay? Magari Platone era anche simpatico, uno di quelli con cui passi volentieri un pomeriggio al bar a chiacchierare un po’ su tutto, però inserito in un contesto scolastico, tra i banchi di adolescenti annoiati, diventa un inutile spreco di tempo. L’ orologio non aiuta, anzi, ogni tanto mi sembra di vedere la lancetta rallentare o addirittura fermarsi. Ecco! Sul cinquantunesimo secondo delle 10:42. No, invece no, la stanchezza mi sta facendo venire le allucinazioni».


Tontodonati Lucia 2B


«La stanza dove si trovavano era piccola e una grossa finestra si affacciava sulla grotta da dove erano arrivati. La città era ancora in blackout dopo l’attentato appena avvenuto dai terroristi e qua e là piccoli bagliori si potevano distinguere nell’oscurità, come piccole lucciole nella notte. L’unica differenza era che lì non era notte. L’orologio in città segnava ancora le due del pomeriggio quando gli aggressori si erano imbucati prima nella centralina elettrica e poi nel palazzo del governo, facendo saltare all’aria sia corrente elettrica che governo. 

Antonette portò una mano al collo e sfiorò con due dita il ciondolo che la identificava come principessa di quell’umida spelonca a centinaia di chilometri sotto la superficie. Jake si avvicinò a lei e le sorrise, il sorriso che un si rivolge alla propria migliore amica sapendo che se non si trovasse in quella situazione si sarebbero già sposati, un po’ per obbligo e un po’ per scelta». 

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