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Sgasare senza inquinare-aprile 2020


di Denis Franchi

Si sa, l’inquinamento provocato dal traffico è un problema con il quale dobbiamo convivere giorno dopo giorno. È però sbagliato pensare al particolato emesso dai tubi di scappamento delle nostre macchine o moto come l’unico effetto negativo del loro eccessivo utilizzo. Bisogna anche pensare alla cosiddetta tossicità acustica, causata da una prolungata esposizione a suoni e rumori ad alta intensità che incide in modo significativo sull’umore dell’uomo. Ma non è finita qua. Si deve tenere conto anche di altri fattori in gioco: il degrado delle aree urbane (occupate sempre più da autoveicoli che limitano gli spazi ai pedoni); la crescente incidentalità (che va di pari passo con l’aumentare del numero di automobili); un soffocante consumo del territorio (impiegato per la realizzazione di nuove strade e infrastrutture); i costi degli spostamenti che gravano sulla comunità. Per far fronte a tutto questo ci pensa la mobilità sostenibile che non da tanti anni a questa parte ha imposto la sua voce sul panorama mondiale (soprattutto europeo. Stiamo parlando di un innovativo modo di muoversi che promuove lo spostamento a piedi o in bicicletta, ma anche attraverso mezzi di trasporto pubblici (bus, tram, treni, ecc.) e mezzi di trasporto privati condivisi, come l’ormai noto “car sharing”, che consiste nell’usufruire di un’auto per un tempo limitato per poi lasciarla dove vuoi quando hai finito in modo che poi altri possano guidarla. In Italia il numero degli “sharer” ha raggiunto quota un milione nel 2016, mentre in Europa si stima che siano quasi cinque milioni gli utenti che almeno una volta hanno sperimentato il “car sharing” Tuttavia, queste sono politiche non facili da combinare fra loro, e pertanto c’è ancora molto lavoro da fare per estenderle a tutte le città. Altri interventi promossi dalla mobilità sostenibile si concentrano sul completo blocco del transito degli autoveicoli in determinati periodi della settimana. Ad esempio, a Milano è stata istituita da qualche tempo “la domenica ecologica”: ogni weekend l’accesso a gran parte delle arterie stradali del capoluogo lombardo è vietato per vetture e motociclette. Questa pratica incentiva il muoversi in bici e il “bike sharing” (il corrispettivo del “car sharing” per le biciclette), e sta prendendo piede un po’ ovunque nel nostro Paese (per sapere di più di questa novità basta visitare il sito del comune della città in cui si è residenti). Un’altra tendenza che nel futuro prossimo sarà il nostro pane quotidiano è lo sfruttamento di combustibili rinnovabili che andranno a sostituire gli inquinanti non rinnovabili come benzina e diesel. Il gas naturale più usato in sostituzione alle tradizionali forme di propulsione è il metano, molto economico e garantisce un tempo di autonomia di poco inferiore a quello della classica benzina. Prodotti meno conosciuti ma comunque efficaci sono il biodiesel, il bioetanolo, il biogas e il biofuel, tutti ricavati dalla distillazione o raffinazione di scarti agricoli e di oli naturali. Questi riducono le emissioni di gas serra del 70% e si servono di carbonio già presente nell’atmosfera senza andare a intaccare quello fossile sotto terra. Siamo consapevoli di quante opportunità abbiamo tra le mani per costruirci un futuro più sostenibile, ma dobbiamo far sì che anche l’Italia sia uno dei Paesi pionieri di questa rivoluzione ecologica. Per città come Helsinki, Oslo, Budapest e Lubiana questa è la normalità, facciamo in modo che lo sia anche per noi italiani, facciamo diventare presente quello che fino ad oggi abbiamo guardato come futuro.

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