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Lo sballo del corridore-aprile 2020


di Benedetta Bertarini

Dalle ultime ricerche scientifiche è stato scoperto che esiste un particolare fenomeno in grado di produrre effetti di benessere psicologico in modo del tutto naturale.

Ebbene sì, praticare uno sport e in particolare correre comporta un improvviso cambiamento di umore paragonabile a quello che avviene quando si mangia della cioccolata o si ride a crepapelle. Ci sono cose che provocano una sensazione di benessere e la corsa è una di quelle, si ha la sensazione di essere invincibili e liberi da ogni pensiero.

Gli studi sono stati condotti soprattutto prendendo in considerazione varie gare sportive come le maratone. Questa sensazione è così forte da creare quasi dipendenza.


Nell'ultimo numero di una rivista scientifica è stato riportato: "È scientificamente provato che il runner prova sensazioni simili a quelle da morfina e orgasmo." A questo fenomeno è  stato dato il nome di runner’s high ("sballo del corridore").

Vari scienziati hanno cominciato a condurre esperimenti a partire dagli anni ‘80 arrivando semplicemente a ipotizzare il coinvolgimento delle endorfine.  Queste sono composti oppiacei endogeni: ricordano gli oppiacei per il loro effetto antidolorifico e la sensazione di piacevole benessere, ma sono prodotti dal nostro stesso organismo in alcune zone del sistema nervoso centrale come l’ipofisi e l’ipotalamo.

Molti sono stati anche gli studi per conoscere i meccanismi fisiologici in base ai quali la corsa di lunga durata aiuta a migliorare  la condizione psicofisica.
Oggi è dimostrato che le cause sono neurochimiche.

Ma nel 2008, grazie a uno studio d’avanguardia condotto dall’Università di Bonn e coordinato dal Dott. Boecker, è stato possibile confermare quello che fino a quel momento era stato solo ipotizzato.
 
È  stato utilizzata una tecnica chiamata tomografia per poter studiare la risposta dell’endorfina durante la corsa.
“Quindi venne iniettato a 10 atleti un composto tracciante, leggermente radioattivo, destinato a legarsi ai recettori endorfinici nel cervello. Poi, con un rivelatore di radioattività 3D, ha individuato le località in cui il tracciante era stato assorbito nel cervello, prima a riposo e poi dopo una corsa di due ore. In pratica, se il livello di endorfina era davvero responsabile dello sballo del corridore, il segnale del tracciante radioattivo doveva diminuire. E così è stato."

Così viene descritto il procedimento dell’esperimento condotto, da cui è stato possibile capire che si possono ottenere gli stessi risultati anche praticando ciclismo o gare di lunghe distanze. 

Dopo un lungo tempo di dibattito quindi si è arrivati alla conclusione che il runner's high è  realtà, non fantasia. Un formidabile procedimento che ha la capacità di sentirsi euforici e capaci di continuare a correre per sempre.

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