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Il futuro della donazione universale-ottobre 2019


di Davide Caretto


Nel 2018 un esiguo aumento dello 0,2% dei donatori di sangue, rispetto al 2017, ha infuso una speranza per garantire l’autonomia di ogni Paese nel campo delle trasfusioni di sangue. In Italia la maggior parte dei donatori è avanti con l’età: il 25% ha tra i 36 e 45 anni; mentre il 29% è compreso tra i 46 e 55 anni. Dal 2013, i donatori dai 18 ai 25 anni stanno sparendo, lo scorso anno erano poco meno del 12% del totale. 

Tuttavia, uno studio compiuto e pubblicato su Nature Microbiology dai ricercatori dell’Università canadese “British Columbia”(U.B.C.) potrebbe aver risolto questa emergenza. Gli scienziati, infatti, hanno scoperto una coppia di enzimi di un batterio fecale che converte l’antigene A (presente sui globuli rossi del gruppo sanguigno A) in antigene H (tipico del gruppo 0).


I GRUPPI SANGUIGNI


Prima di descrivere come i ricercatori della U.B.C. hanno svolto questo lavoro, è necessario conoscere i quattro tipi di gruppi sanguigni: A,B,AB,0. La classe, o gruppo, è definita dalla presenza o mancanza di molecole di zucchero, definite antigeni, sulla superficie dei globuli rossi. 

Gli antigeni sono molecole che possono essere riconosciute dal sistema immunitario che distingue ciò che è sicuro o pericoloso per il nostro corpo. Se un antigene è etichettato come potenziale pericolo allora le difese corporee reagiscono eliminando l’intruso. Possiamo dedurre che il gruppo 0 può essere trasfuso senza rischi essendo questo privo di antigeni, motivo per cui è definito “donatore universale”.

Nell’85% della popolazione umana compare un ulteriore tipo di antigene; se una persona possiede questo fattore si dice che il suo gruppo è Rh positivo (Rh+), se invece i suoi globuli rossi non lo presentano è definito Rh negativo (Rh-).

Sopra, un grafico di compatibilità tra i gruppi sanguigni.


LO STUDIO


I ricercatori della U.B.C. hanno focalizzato la loro attenzione sul microbioma intestinale, nel quale vivono batteri capaci di “scavare” all’interno delle mucine intestinali (secrezioni protettive del tratto intestinale molecolarmente simili agli antigeni dei gruppi sanguigni).

Per prima cosa, dopo aver estratto da campioni di feci umane il DNA dei batteri, i ricercatori hanno identificato i geni responsabili della sintesi dei due enzimi abili a “mangiare” le mucine; il loro nome è semplicissimo: N-acetilgalattosamina deacetilasi e galattosaminidasi. Il passaggio successivo è stato integrarli in un piccolo campione di sangue appartenente al gruppo A e osservarne gli effetti: il primo enzima converte l’antigene A in una molecola di galattosamina, il secondo la rimuove lasciando l’eritrocita (globulo rosso) privo di antigene, esattamente come il gruppo 0.

Purtroppo, rivelano gli studiosi, non è stato possibile verificare la conversione di tutte le molecole; per cui, con molta probabilità, erano presenti alcuni globuli rossi con l’antigene A.

La metodologia va quindi perfezionata per evitare risposte immunitarie al momento della trasfusione.


COSA PUOI FARE TU?  


Nell’attesa di ulteriori sviluppi e perfezionamenti scientifici, tu, puoi compiere un gesto ancor più straordinario: recarti al centro di donazione più vicino e donare il tuo sangue.

Di seguito, ti fornirò i requisiti necessari forniti dall’ AVIS:


Età

Da 18 a 60 anni (per candidarsi a diventare donatori).

Chiunque desideri donare per la prima volta dopo i 60 anni può essere accettato a discrezione del medico responsabile della selezione. È possibile continuare a donare fino al compimento del 65° anno d’età e fino al 70° anno previa valutazione del proprio stato di salute.

Peso

Non inferiore ai 50 kg.

Stato di salute

Buono.

Stile di vita

Nessun comportamento a rischio che possa compromettere la nostra salute e/o quella di chi riceve il nostro sangue.


L’idoneità alla donazione viene stabilita da un medico mediante un colloquio, una valutazione clinica e una serie di esami di laboratorio previsti per garantire la sicurezza del donatore e del ricevente.

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