di Davide Cosimo, Federico Migliori, Deana Sulejmanasi
Partecipare ad una manifestazione significa creare caos. Questo caos deve influenzare l’opinione pubblica che, accortasi del problema, deve premere sulla politica affinché agisca per arginare, contrastare o addirittura eliminare la fonte di questa preoccupazione. Ovviamente, più la protesta è grande e sentita, più probabilità vi saranno che qualcosa accada in ambito legislativo.
E noi che ci facevamo alla manifestazione?
Interviste, foto e video. In una parola: documentare. In questa partita contro i cambiamenti climatici si possono individuare quattro giocatori:
Gli attivisti che, con le loro azioni, che siano di volantinaggio o protesta, alzano la voce su un argomento come, appunto, il riscaldamento globale
I media, eseguendo resoconti di questi fatti permettono alla cittadinanza di consapevolizzarsi
La cittadinanza, ormai informata su ciò che accade, può, assieme agli attivisti, premere sul mondo politico perché prenda provvedimenti
La politica, notato che il problema non è isolato e, anzi, coinvolge la maggioranza della popolazione, legifera a riguardo
Ecco, noi di Elemento 38 apparteniamo, nel nostro piccolissimo, alla seconda categoria: i media.
Intervistando diversi partecipanti abbiamo cercato di capire quale fosse il sentimento comune di questa marcia per la Terra. Lasciando stare gli ingenui «cambiare il mondo», abbiamo comunque raccolto qualche pensiero interessante che vorrei riportare:
A: Cosa si può fare nella vita di tutti i giorni?
B1: Tutte quelle cose come fare la raccolta differenziata o raccogliere cartacce da terra che sembrano tanto scontate, ma non lo sono mai
B2: Esatto, perché c’è gente che butta i mozziconi di sigaretta per strada e poi viene in piazza a manifestare per ideali che loro, per primi, non rispettano.
Ma questi cambiamenti climatici esistono? Abbiamo provato a simulare una discussione fra i due schieramenti: scettici e idealisti.
La bufala dei cambiamenti climatici
Non sopporto le bufale. Non accetto di appartenere a quella cerchia di individui che pensa, erroneamente,
alle cause antropiche dei cambiamenti climatici. Il mondo ed il clima sono sempre cambiati,
indipendentemente dalle azioni umane.
Durante l’ultimo milione di anni la Terra era dominata da periodi di glaciazione continua, con brevi
interruzioni durante le quali la temperatura tornava a livelli simili a quelli attuali. Parlando di fatti:
Annibale attraversò le Alpi con un esercito di elefanti, questo, oggi, non potrebbe avvenire: i ghiacciai e la neve ostruirebbero il cammino.
Medioevo. Attorno all’anno mille vi fu una piccola glaciazione seguita da un aumento di temperatura. Nel 1500-1600 un’altra glaciazione, tanto che sappiamo dei problemi di sopravvivenza dei vichinghi, incapaci di salpare per mare.
Dal 2000 al 2014 la temperatura del nostro pianeta è calata di 0,2°C
«Negli ultimi quindici anni non si sono rilevati cambiamenti degni di nota. I ghiacciai si sono sempre sciolti e si sono sempre ricostituiti. Non siamo di fronte ad un’esplosione di temperatura.»
Queste parole sono di Carlo Rubbia, premio Nobel per la fisica.
Il cambiamento climatico ci sta portando ad agire come si trattasse di una minaccia terroristica: invece che
di soldati si parla di raccolta differenziata, di emissioni. Non possiamo permettere che un gruppo di
studentelli svogliati ci impedisca di continuare a vivere come abbiamo sempre fatto. Vogliono fermare il
progresso. Tutti sono contro di loro, la scienza è contro di loro (come ho già dimostrato), eppure
continuano imperterriti a farcire le nostre menti con nozioni senza fondamento logico, scientifico e
matematico.
Dovremmo forse mettere da parte i nostri agi per inseguire un obiettivo irraggiungibile? Per risolvere un
problema inesistente? Pensate forse portandovi dietro una borraccia possiate arginare la minaccia
fantasma dello scioglimento di non so quale ghiacciaio? Non prendetemi e prendetevi in giro.
Siete ancora in tempo a cambiare idea, ad abbandonare queste previsioni angoscianti e catastrofiche,
passate dal lato giusto della barricata.
Concludo con un esempio tratto da libro “Clima, basta catastrofismi”:
Anidride carbonica, la famigerata CO2: oggi la concentrazione nell’atmosfera è appena sopra le 400 parti
per milione (ppm), prima della rivoluzione industriale era circa 300.
Riporto questo paragone: «Il tinello di casa vostra sarà 100 metri cubi, cioè 100 mila litri: 100 ppm fanno 10
litri. Ma 10 litri di gas alle ordinarie condizioni di pressione e temperatura consistono in meno di una mezza
mole di gas. Nel caso della CO2 mezza mole di carbonio significa sei grammi di carbonio, che è il carbonio
contenuto in una candelina da torta di compleanno.
Riassumiamo: tutte le attività dell’intera umanità degli ultimi 160 anni hanno comportato nel tinello di casa
vostra un aumento di CO2 pari a quello che si ottiene bruciando una candelina. Questa è la consistenza del
fenomeno di cui tanto si parla».
Penso non serva aggiungere altro, voi riflettete: io l’ho già fatto.
La verità dei cambiamenti climatici
Non sopportiamo le bufale e la superficialità.
Le affermazioni fatte senza la sicurezza della veridicità di ciò che si sta dicendo. I dati inesatti e la voglia di molti di minimizzare tutto per evitare di affrontare il problema nel modo giusto una volta per tutte. Siamo sommersi dalle catastrofi e c’è chi ha ancora il coraggio di dire che «il mondo ed il clima sono sempre cambiati, indipendentemente dalle azioni umane». A queste persone vogliamo chiedere: allora come mai secondo svariati studi tra trecento anni ci ritroveremo senza ghiacciai, cosa mai successa prima nella storia dell’uomo?
È vero, i cambiamenti climatici hanno sempre interessato la Terra. Fino a qualche secolo fa erano lenti, se dovuti a fenomeni naturali quali ad esempio le oscillazioni dell’asse terrestre, o duravano pochi anni, se dovuti a fenomeni vulcanici.
Certamente però non possiamo negare che uno dei fattori nel modificarsi del clima sia l’impatto del genere umano sull’ambiente, e a rischio è soprattutto la capacità di adattamento degli esseri viventi.
Quanto riportato da Carlo Rubbia è stato travisato, come molto spesso accade, per ottenere un semplice video “acchiappa click”. Rubbia non smonta nessuna bufala. Dice perfino che «il cambiamento climatico del CO2 registra un aumento esponenziale». Il fisico potrebbe aver fatto un po’ di confusione con le parole, ma non è vero che negli ultimi quindici anni non siano stati rilevati cambiamenti degni di nota.
Come riporta “La Repubblica”: «Tutti noi dipendiamo direttamente dagli oceani e oggi, mai come prima, la loro salute è estremamente danneggiata a causa delle nostre emissioni. Nei prossimi anni crescerà l'innalzamento dei livelli del mare portando a scenari catastrofici con milioni di persone sfollate. Gli eventi climatici estremi colpiranno almeno una volta l'anno entro il 2050. Gli oceani vedranno un aumento senza precedenti delle temperature e dell’acidificazione, un calo dell'ossigeno, ondate di calore sempre più forti e frequenti, piogge e cicloni devastanti e una costante diminuzione degli animali marini e dei coralli che già sta avvenendo». Tutto ciò si basa su un rapporto dell'Ipcc, il comitato scientifico sul clima dell'Onu, dedicato a oceani e ghiacci. Novecento pagine di documenti redatti seguendo le indicazioni di 7000 lavori scientifici di 104 studiosi provenienti da oltre 30 Paesi.
Perciò non raccontiamoci balle: non possiamo continuare a nascondere o negare il fatto che il problema c’è e che forse sono coloro che non vogliono «mettere da parte i propri agi per un obiettivo irraggiungibile» a permettere che si propaghi sempre maggiormente. «I ghiacciai perderanno in media più di un terzo della loro massa e alcune catene montuose perderanno l'80% del ghiaccio entro il 2100. Altri ghiacciai scompariranno del tutto. La vita marina continuerà a diminuire». Anche a questo siamo arrivati.
Lo scienziato Antonino Zichichi, il quale già da anni nega la responsabilità umana per quanto riguarda i cambiamenti climatici e il surriscaldamento globale, afferma che essi siano influenzati dall'uomo solo per il 5%. E anche se fosse davvero così, perché non provare ad annullare completamente questo dato apparentemente insignificante?
E sì, pensiamo che anche solo una borraccia possa iniziare a fare la differenza. Perché anche un piccolo gesto, se fatto da tante persone, può portare ad un grande cambiamento.
Queste non sono previsioni distopiche o catastrofiste: purtroppo sono previsioni di quella che tra non molto sarà la nostra vita sulla Terra. Si parla di 2300, 2100 e in alcuni casi addirittura di 2050. Non riguardano forse la nostra generazione, ma non per questo dobbiamo permettere che i problemi vengano scaricati sulle prossime. Se possiamo muoverci ora, perché non farlo?
Bisogna ricordare che quasi 2 miliardi di persone vivono sulle coste. Anche se il riscaldamento dovesse aumentare la temperatura di soli 2° C, gli scienziati prevedono che l'impatto dell'innalzamento del livello del mare causerebbe danni per diversi miliardi di dollari all'anno, costringendo la migrazione di diversi milioni di persone. «La cerchia di individui che pensa alle cause antropiche dei cambiamenti climatici», non sbaglia affatto.
Qualcuno si è chiesto come abbiamo fatto in soli otto mesi a raggiungere l’Earth Overshoot Day, cioè il giorno in cui il fabbisogno umano di risorse eccede la capacità rigenerativa del pianeta? Ebbene sì, in otto mesi abbiamo già consumato tutti i beni “a disposizione”, quindi da oggi fino alla fine dell’anno consumeremo oltre quanto ci potremmo permettere. Come riportava nel 2012 il Global Footprint Network, «Di questo passo, prima della metà di questo secolo, ogni anno consumeremo il quantitativo di risorse prodotto da due pianeti».
Ci sembra inutile ribadire come sia ovvio che siano infinite le ragioni per cui i cambiamenti climatici siano dovute anche all’agire dell’uomo. Invitiamo tutti i giovani a farsi portavoce di questa necessità e ad impegnarsi più di chiunque altro, per lasciare alle prossime generazioni un mondo migliore di quello che è stato lasciato a noi.

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