Passa ai contenuti principali

Editoriale-dicembre 2019


di Deana Sulejmanasi

Jingle bells, jingle bells, jingle all the way…

Ebbene sì ragazzi, tra le canzoni di Natale (con uno o due mesi di anticipo, giustamente) e le verifiche siamo riusciti a portarvi la seconda edizione di quest’anno. E quante novità! Come potrete notare, abbiamo aggiunto la rubrica Curiosità per gli appassionati di cultura generale e Mr. Simpatia per chi volesse farsi due risate, e ho il piacere di annunciarvi che abbiamo instaurato una collaborazione con l’Università di Modena e Reggio Emilia UNIMORE. Ultimo, ma non meno importante, come avrete notato dalla copertina, un grande ritorno per i nostri veterani! (Date un occhio all’enigmistica)

Bando alle ciance, la redazione è felice di augurarvi un felice Natale, in compagnia dei vostri cari, di un panettone, di una cioccolata calda e chissà… di un po’ di Elemento38!

A presto tassoniani,

Buon Natale e buon anno nuovo!

Commenti

Post popolari in questo blog

Rubrica scacchi

  di Daniel Janjani

La generazione di Bridgerton ed Euphoria: come le serie tv influenzano la moda

 Di Sofia Verde Dalla comparsa delle piattaforme streaming le serie televisive hanno cominciato ad influenzare sempre di più i giovani.  Il settore dell’intrattenimento vale miliardi di dollari e, fatturando tali somme, sfrutta al meglio tutto quello che piace al pubblico, sfornando centinaia di contenuti l’anno. È come se i direttori delle grandi società di distribuzione di tipo cinematografico-televisivo (come Netflix, Now tv, HBO, Prime Video…) possedessero una gigantesca spugna in grado di assorbire i contenuti in tendenza su internet, sfruttandoli allo scopo di creare, per esempio, nuove serie tv, talvolta strizzando questo strumento fino all’inverosimile, fino a sfociare nel ridicolo. Accade però anche il fenomeno opposto: una volta che una serie televisiva viene lanciata possono accadere due cose: che sia un flop o che abbia successo. I motivi per cui il contenuto possa non piacere possono essere vari: è considerato qualcosa di “già visto”, non è all’altezza delle aspet...

Chiedimi dov’è il vuoto, in un battito spezzato

  di Davide Caretto Sento sempre di essere incompleto, di non aver mai finito qualcosa. Oggi però devo mettere il punto ad un capitolo che, se guardo al Davide di qualche anno fa, non avrei mai pensato di poter scrivere: è un arrivederci al mio ruolo da redattore per Elemento 38. Siamo plasmati da ciò che leggiamo, da ciò che ascoltiamo, da ciò che viviamo, da ciò che sentiamo di essere. Lasciamo che la mente corrosa dalle chimere dei nostri pensieri costruisca o tagli ponti, apra cancelli o chiuda fili spinati, vesta maschere di carta che colano sotto la pioggia delle verità che ci confessiamo. Sono le ultime parole che lascio echeggiare in questo giornalino, e vorrei che fossero “pure”. Vorrei che fossero parole apollinee che parlano la lingua dionisiaca della nostra interiorità, così timida eppure così vitale. Quelle parole che non si interessano di apparire ma che si preoccupano di essere . Zero riferimenti espliciti ad autori, che tuttavia costituiscono una componente importa...