di Giulia Fornieri
Ormai è sulla bocca di tutti, gridato su ogni testata giornalistica, insidiato nei pensieri di ciascuno di noi, ad ogni nome un significato ma, in questo caso, possiamo parlare di una vera e propria nuova parte di storia: il Coronavirus.
Lo so, siamo già tutti stanchi di sentirlo citare per l’ennesima volta, cercherò quindi di essere breve.
Devo ammettere che inizialmente l’avevo completamente sottovalutato: “È tutto allarmismo”, “Dovremmo continuare a divertirci, siamo giovani e la primavera è alle porte”, questi i miei pensieri alla fine di Febbraio, niente di più ingenuo. Mi vergogno un po’ a ripensarci ma cosa potevo farci, stava arrivando la mia stagione preferita e non vedevo l’ora di passare le giornate con i miei amici; forse quella noncuranza era proprio dettata dalla paura di vedere tutto ciò sfumare inerme sotto ai miei occhi.
Sono pensieri frivoli? Sì certamente, ma penso che ognuno di noi nella nostra spensieratezza giovanile desiderasse divertirsi negli ultimi mesi di scuola con i propri amici e volesse organizzare al meglio l’indimenticabile notte rosa in un locale della riviera romagnola.
È proprio vero che è facile aprire gli occhi solo quando il problema ci si prospetta innanzi e ci bussa alla porta attanagliandoci le caviglie o forse, nel mio caso, sarebbe meglio dire quando giunge una notizia breve ma allo stesso tempo piena di trambusto nell’intervallo tra scienze e matematica: mia madre risultata positiva al test del sangue per il Coronavirus.
Ho avuto paura? Be’ ero stata colta alla sprovvista e ora non riuscirei bene a spiegare i miei sentimenti se non dicendo che mi sentii un improvviso peso sul petto che per un lungo attimo mi tolse il fiato e, durante la lezione di matematica, la consapevolezza che se lei fosse risultata positiva lo sarei stata sicuramente anche io non mi diede pace.
Prima di svelarvi il risultato del successivo tampone vi vorrei però confidare che gran parte di me sperava di risultare positiva: non avevo per il momento sintomi e una volta guarita sarei stata libera di uscire senza la pressante paura del contagio, d’altra parte invece temevo non tanto per me stessa, ma per lo studio del mio dentista dov’ero stata pochi giorni prima per l’estrazione del dente del giudizio.
Il risultato del tampone è arrivato oggi, 21/04, è negativo e dopotutto ne sono felice, nessuno della mia famiglia e dello studio odontoiatrico è a rischio.
Questo virus ha sconvolto le vite di ognuno di noi chi di più chi di meno, ci ha fatto rendere conto di cosa abbiamo realmente bisogno e a chi teniamo realmente. Alcune relazioni si sono concluse altre si sono rafforzate e, sebbene la distanza, stanno continuando grazie alla consapevolezza che presto torneremo ad uscire e a vederci.
In molti durante questi giorni hanno capito realmente di chi hanno bisogno e a chi sono affezionati. Alcuni non appena finirà la quarantena si dichiareranno forse rammaricati di non essersi esposti prima, di non aver avuto il coraggio di rivelare i propri sentimenti per paura di un rifiuto preferendo rimandare la dichiarazione a un fatidico giorno futuro, ma ora più che mai ci siamo resi conto che dobbiamo goderci e vivere il presente in ogni sua sfumatura, perché non possiamo sapere cosa ci riserverà il futuro. Dobbiamo soffermarci su quelle amicizie che ci fanno sentire noi stessi, su quelle persone che ogni giorno ci regalano un sorriso inaspettato e tenercele strette; dobbiamo fare ciò che ci fa sentire bene e dare ascolto alla nostra parte creativa anche quando questa va contro l’idea e il concetto comune, perché l’originalità è ciò che ci distingue da una monotona banalità di massa. Dobbiamo quindi essere noi stessi e vivere ogni giorno il più pienamente possibile per non avere rammarichi futuri, perché il tempo è inclemente e non si fermerà per rimediare ad ogni nostro errore o esitazione, non possiamo farcelo sfuggire di mano organizzando la nostra vita solo in dei “domani”. Quando finirà la quarantena e la situazione ritornerà a quella tanto desiderata e prima scontata normalità, renderemo quel “domani” in “oggi” e non ci lasceremo sfuggire nemmeno attimo di felicità.

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