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Carote-dicembre 2019


di Benedetta Bertarini e Angela Esposito


Carote, carote, solo carote

Le regalo a mio nipote, diventano banconote

Le scuote, le percuote

Cellula eucariote

Mica frigoriferi, parliamo di carote.

Ebbene sì si tratta della canzone di Nuela, un ragazzo di soli 16 anni, che con questo tormentone ha incantato giudici e pubblico in questo X Factor 2019.

Non spaventatevi, non è come sembra, non voglio annoiarvi con i successi di questo X Factor e non voglio nemmeno parlarvi di questo ragazzo talentuoso, così definito dai giudici, ma voglio raccontarvi la storia delle CAROTE.

C'era una volta la carota, ma non una carota come le altre perché questa non era di colore arancione. Il colore tipico di questo ortaggio fu infatti deciso a tavolino dai contadini olandesi nei secoli XVI e XVII per rendere omaggio a Guglielmo d’Orange, il capostipite della dinastia regnante in Olanda che nel 1568 diede il via alla storica rivolta dei Paesi Bassi contro il dominio spagnolo.


AGRICOLTORI OLANDESI


Le varietà originarie, provenienti dall’Afghanistan, erano per lo più tra il porpora e il viola, ma ne esistevano anche di gialle, rosse o nere, e attraverso una serie di incroci di sementi, gli agricoltori riuscirono a cambiare il colore verso l’arancione che tutti noi conosciamo (che contraddistingue, non a caso, anche le nazionali sportive olandesi). La nuova carota arancione si diffuse quindi nel resto del mondo, riscuotendo maggior successo delle antenate violacee, sia per il sapore, che risultava più dolciastro, sia perché considerata più gradevole alla vista.

LE CAROTE VIOLACEE


Le semenze afgane non sono quasi più usate, ma non si sono estinte: alcuni agricoltori europei continuano infatti a coltivarle anche perché sono ricche di sostanze antiossidanti e quindi sono tornate negli ultimi anni.

In Italia, esistono coltivazioni di carote viola in Puglia, nei pressi di Polignano a Mare (Bari) e di Tiggiano (Lecce).



Grazie allo studio pubblicato su Nature Genetics da un gruppo internazionale di ricercatori, tra cui una biologa del Cnr di Bari, ora si sa di più sulla sua storia evolutiva, sul perché del suo colore e sull’origine dei suoi rinomati principi nutritivi.

La carota (Daucus carota) è l’ortaggio più importante della famiglia delle Apiaceae, che include numerosi altri vegetali tra erbe, spezie e piante medicinali, dal sedano alla pastinaca, dal prezzemolo al coriandolo. Le Apiaceae appartengono a loro volta al gruppo di piante che include varietà importanti per l’agricoltura, come la lattuga e il girasole, di cui però finora solo due genomi sono stati analizzati in dettaglio, il carciofo e la saeppola canadese, una pianta infestante con alcune proprietà medicinali.

NON SONO SEMPRE STATE

ARANCIONI


Come abbiamo già detto, il primo colore documentato per le carote coltivate, 1100 anni fa in Asia Centrale, nell'attuale Afghanistan, era giallo e viola. All’inizio le piante venivano cresciute per le proprietà aromatiche di foglie e semi, anziché per le radici. Le carote moderne di colore arancione sono comparse in Europa nel sedicesimo secolo, in Olanda. Una fortuna che sia stato questo colore ad avere la meglio, perché l’ortaggio arancione è il più ricco di alfa e beta-carotene, precursori della vitamina A, essenziali per i molti processi biologici, dalla vista alla pelle.

LA CAROTA È IL NUOVO FRUTTO DELL’AMORE


Pare che nell’antichità i Romani coltivassero le carote perché avevano proprietà afrodisiache, ma si utilizzavano anche per preparare “miscugli” per interrompere le gravidanze. Gli Egizi invece ne apprezzavano le proprietà cicatrizzanti, mentre nel Medioevo si pensava fossero utili contro i calcoli renali. Oggi sappiamo invece che le carote migliorano la fertilità maschile e la qualità dello sperma, come tutta la frutta e la verdura di colore arancione e giallo.

MANGIANDO CAROTE CI SI ABBRONZA DI PIÙ?

Non esistono alimenti che “fanno abbronzare”, è vero invece che le vitamine e i minerali contenuti in alcuni cibi sono in grado di proteggere la pelle dai raggi del sole e di mantenerla idratata ed elastica.

L’abbronzatura infatti è una reazione difensiva del corpo: quando ci si espone al sole, le cellule dello strato più profondo dell’epidermide producono melanina, un pigmento scuro che passa nelle cellule più superficiali e va a formare uno strato protettivo contro i raggi ultravioletti. In questo processo le carote non possono avere alcun ruolo. I raggi ultravioletti però penetrano fino al derma e distruggono una parte del collagene e delle fibre elastiche, mentre le reazioni chimiche che portano alla produzione di melanina hanno come conseguenza l’aumento di radicali liberi, ossia molecole con un elettrone spaiato, molto reattive, che accelerano il processo di invecchiamento della pelle. La struttura molecolare del betacarotene è in grado di contrastare l’azione dei radicali liberi e di proteggere le cellule della cute: quindi mangiare carote non aiuta ad abbronzarsi ma è fondamentale per mantenere la pelle sana.

MISTER CAROTA


I vegetali possono essere considerati esseri "viventi". La curiosa carota che è stata raccolta da Clive Williams, un ingegnere, dimostra la sua natura antropomorfa.



LA LEGGENDA DEL FIOR DI CAROTA

Esiste un mito inglese, la leggenda del fiore di carota. Secondo questa storia, se si raccoglie un fiore dalla pianta della carota durante una notte di luna piena, viene favorito il concepimento. Per questo le donne inglesi del XVI secolo, ai tempi di Giacomo I, utilizzavano i fiori di carota (Daucus) per adornarsi i capelli, in segno di buona fortuna e fertilità.

LA CAROTA CI RENDE BELLI?


Consumare carote rallenta l’invecchiamento. Questo ortaggio è ricco di betacarotene, un potente antiossidante che aiuta a mantenere la pelle più elastica. Grazie ai suoi numerosi nutrienti, come le vitamine A e C, riduce i problemi di eczema, malattia causata da una carenza di vitamina A.

Non solo, se perdi i capelli, devi mangiare molte carote! Sono ottime per la loro crescita. La carota è un’ottima fonte di vitamine B e A, benefiche per la salute del cuoio capelluto.

Infine, la carota è un’ottima fonte di vitamina A necessaria per la crescita dei tessuti. Consumarne regolarmente rende le unghie forti.

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