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Broken news-maggio 2020


di Davide Cosimo, Daniel Janjani, Federico Migliori, Alessio Pistone

- Barbara d’Urso racconta la commovente storia di un ragazzo del terzo anno, il titolo: “Volevo essere rimandato”

- Azzolina sui metodi di valutazione per la maturità: “Stiamo rivalutando la bottle flip challenge”

- Esame di maturità online: si potranno corrompere i prof. tramite PayPal

- Google Meet annuncia: “Implementeremo la diffusione di odori sgradevoli per ricreare l’ambiente scolastico nel periodo estivo”

- “Le difficoltà hanno favorito la coesione degli studenti”: la supplente sulle verifiche di classe

- La Buonristoro si attrezza: “Alle macchinette bicchierini di disinfettante pronti da bere”

- Possibile maturità on-line, la ministra : “Per favorire un clima di normalità e regolare tensione, durante l’orale a casa gli studenti dovranno sedersi su sedia elettrica”

- Alla domanda sulla possibilità di un rientro a scuola a settembre per tutti gli studenti Conte risponde: “Ammettiamolo, il rischio c’è”

- Università e mercato del lavoro​:​ “Non sapevo ci fossero così tanti virologi”

- Ultime notizie riguardo la fase 2 COVID-19: da ora in avanti durante le verifiche online sarà consentito utilizzare un massimo di 5 bigliettini a testa, che dovranno essere nascosti rigorosamente dietro il device utilizzato per la videochiamata

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  di Davide Caretto Sento sempre di essere incompleto, di non aver mai finito qualcosa. Oggi però devo mettere il punto ad un capitolo che, se guardo al Davide di qualche anno fa, non avrei mai pensato di poter scrivere: è un arrivederci al mio ruolo da redattore per Elemento 38. Siamo plasmati da ciò che leggiamo, da ciò che ascoltiamo, da ciò che viviamo, da ciò che sentiamo di essere. Lasciamo che la mente corrosa dalle chimere dei nostri pensieri costruisca o tagli ponti, apra cancelli o chiuda fili spinati, vesta maschere di carta che colano sotto la pioggia delle verità che ci confessiamo. Sono le ultime parole che lascio echeggiare in questo giornalino, e vorrei che fossero “pure”. Vorrei che fossero parole apollinee che parlano la lingua dionisiaca della nostra interiorità, così timida eppure così vitale. Quelle parole che non si interessano di apparire ma che si preoccupano di essere . Zero riferimenti espliciti ad autori, che tuttavia costituiscono una componente importa...

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