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Perché tutti dovrebbero leggere Piccole Donne almeno una volta nella vita

 Di Vanessa Verzola, Liceo Tassoni


Louisa May Alcott pubblica, nel 1868, il celebre romanzo intitolato Piccole Donne, ambientato a Concord, nel Massachusetts, intorno a metà Ottocento, ispirandosi alla sua storia, dato che visse nel medesimo paese, e si ispirò inoltre alla sua esperienza anche nella scelta dei personaggi: sono protagoniste le quattro sorelle March, tra cui Amy, la più giovane, appassionata d’arte, appare al lettore come una bambina viziata e altezzosa. Beth, invece, è una ragazzina dolce, sensibile e altruista ma anche molto timida; è molto legata ai suoi gattini e ama suonare il pianoforte. Meg, la maggiore tra le altre sorelle, viene presentata come la più matura e razionale, nonostante un suo tratto di lieve superficialità, dato dall’attaccamento al ricordo di quando conduceva una vita da benestante e dei piaceri dell’alta società, il che la porta a rimpiangere quel periodo. Infine Jo: è la protagonista (anche se non è dichiarata tale) ed è la più coraggiosa, indipendente e impulsiva. Ama scrivere, infatti non a caso l’autrice del romanzo si rivede in lei, ed è più che altruista.
Le sorelle March vivono le loro piccole gioie e i loro innocui dispiaceri quotidiani in una situazione di mediocre povertà, in compagnia della madre saggia, dell’anziana e fedele domestica Hannah, e di colui che presto diventerà parte integrante della famiglia, Laurie. Loro padre è un semplice uomo partito per il fronte durante la Guerra di secessione americana: è stato quindi costretto a lasciare a casa da sole le figlie e la moglie ma anche grazie a ciò, e nonostante la povertà e i loro problemi tipici dell’adolescenza, esse imparano a diventare ragazze vulnerabili, mature e pronte a difendersi da qualsiasi vicissitudine.
Ma cos’ha di speciale questo libro?
È ambientato in un periodo molto lontano dal nostro, e sarebbe lecito domandarsi cosa possa avere a che fare un romanzo ottocentesco con la società in cui viviamo: apparentemente niente; è vero, è una situazione completamente diversa da quella attuale. Ma considerando Piccole Donne attraverso un aspetto più profondo, le quattro protagoniste rappresentano nel complesso la mente di qualsiasi persona, di ogni epoca: il coraggio e l’intraprendenza di Jo, unite alla curiosità di Amy, alla maturità e in un certo senso alla mediocrità di Meg e alla pacatezza di Beth, sono caratteristiche che costituiscono l’animo di ogni persona. La distribuzione di esse nel carattere di ogni individuo ovviamente non è omogenea e differisce da quella di qualsiasi altro, ma sono connotazioni sempre presenti. 
In conclusione invito, personalmente, a leggere Piccole Donne: è molto scorrevole anche per chi solitamente non ama la lettura. È un libro che mi ha insegnato tanto e i valori presenti in esso mi aiutano tuttora a vivere determinate situazioni. Per gli appassionati di cinema, poi, nel 2019 è uscito l’omonimo film e adesso si trova anche su Netflix! 



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