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Mondo di invisibili: i clochard

 Di Giovanni Battista Quinto, Liceo Duca d'Aosta (Padova)


Quante volte ci riteniamo fortunati delle cose che abbiamo senza avere la presunzione di volere tutto e altro costantemente?
Nel mondo sono tantissime le persone che per avere una minima parte di quello che abbiamo noi farebbero qualsiasi cosa.
I clochard, comunemente chiamati barboni, sono persone che per un lungo periodo non hanno un luogo fisso di residenza. Le cause che portano questi individui alla perdita della propria casa sono diverse: alcuni scelgono autonomamente di non avere una residenza fissa per motivi religiosi o di altra natura, altri fuggono dagli abusi domestici, altri ancora nel momento in cui abbandonano le cure ospedaliere o escono dal carcere si ritrovano senza un lavoro e una casa. Altre cause possono essere ad esempio casi di malagiustizia, problemi di salute mentale, difficoltà economiche, tossicodipendenza, abuso di alcol o disastri naturali. 
Tutte queste persone che si ritrovano in queste condizioni mantengono la speranza di trovare un giorno la forza di migliorare le proprie condizioni di vita.
Al fine di poter almeno mangiare, essi vivono di elemosina o di un piccolo sussidio, dormono nei ricoveri, mangiano alle mense della Caritas. Sopravvivono in estrema solitudine perché a volte non hanno nessuno che possa fare loro compagnia.
In Italia, secondo gli ultimi dati pubblicati nel 2021, coloro che vivono senza una fissa dimora sono più di 50.000. Essi vivono principalmente nel nord e centro Italia e sono in gran parte uomini. Spesso queste persone sono emarginate dalla società e non considerate, al punto tale da diventare invisibili. Non si tratta esclusivamente di individui che non possiedono nulla, ma anche di persone che precedentemente erano abbienti e successivamente nel corso di poco tempo si sono ritrovate senza niente. L'indifferenza degli individui che non si trovano in questa situazione è elevata nonostante coloro che sono senzatetto stiano aumentando costantemente. La rabbia per l'impossibilità di rivincita e per non poter migliorare le proprie condizioni sono sentimenti che il clochard può sviluppare in una società in cui è totalmente dimenticato da tutti.
Sono presenti associazioni come la Comunità di Sant’Egidio che si impegna ad aiutare chiunque abbia bisogno: anziani, individui senza dimora, migranti, disabili, detenuti, bambini di strada e delle periferie.
“Non abbiate paura di un clochard, sotto gli abiti malconci nasconde un grande cuore, illuso
e deluso dalla società che veste in giacca e cravatta”

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