di Matteo Ballotta e Alessio Dondi, UNIMORE
Partiamo con il presentarci: siamo redattori de “Lo Strillone Universitario” il più grande giornale studentesco di UNIMORE.
Questo progetto è nato poco più di un anno fa da un’idea di Matteo Ballotta (ex rappresentante d’istituto del Tassoni) e Alessio Dondi, ex presidente della Consulta degli studenti. L’intenzione era quella di replicare l’esperienza di un giornale liceale su scala d’Ateneo, di promuovere attività culturali ed evitare sostanzialmente che la vita in università si trasformasse per noi e tanti altri in una fase vuota senza stimoli al di là dello studio.
Così a partire da un post sponsorizzato su Facebook (non esattamente il massimo dell’organizzazione) e dalla grossa mano data da Unione degli Universitari di Modena e Reggio Emilia (che ha pagato la prima uscita) siamo riusciti a trovare i primi redattori e i fondi per avviare il tutto. Oggi che siamo alla terza uscita, ci siamo aggiudicati un bando d’Ateneo e abbiamo in pancia oltre 40 penne sparse nei vari dipartimenti di UNIMORE (da lingue fino ad ingegneria, passando da economia, giurisprudenza, fisica e molte altre). Collaboriamo inoltre con altre associazioni oltre UDU, tra le quali Mo.Cu (associazione culturale di Modena).
Passiamo però oltre questa breve presentazione. Di comune accordo con Elemento 38 (che ringraziamo) avvieremo una rubrica di orientamento universitario per dare una mano agli studenti in uscita al quinto anno (memori anche di quanto fossimo spaesati noi finito il liceo) oltre che rubriche più specifiche su alcuni argomenti e “guide alla sopravvivenza” per l’università dato che sarà quasi certamente nel destino di tutti voi.
Partiremo proprio da questo punto, parlandovi un po’ di come funzioni il mondo oltre le porte della sede di viale Reiter.
Cominciamo con lo sfatare un mito: l’università rispetto al liceo non è un inferno. Spesso sentivo questa frase aleggiare tra i banchi di scuola ma, posto che l’esperienza è certamente personale e diversa dunque per ognuno, in generale le grosse differenze sono due: maggiore responsabilità e dilatazione dei tempi.
I cinque anni del liceo sono caratterizzati da una continua rincorsa alla verifica con test continui ogni mese per arrivare ad un certo numero di valutazioni entro il quadrimestre. Tempi stretti che non lasciano di fatto tempo per approfondire nulla. A tutto ciò si aggiunge (come del resto è normale che sia intendiamoci) una generale deresponsabilizzazione degli studenti.
Tutto ciò nel mondo universitario è completamente ribaltato. Ad eccezione dei corsi con obbligo di frequenza (molto diffusi a medicina ad esempio), vi è molta più libertà di frequentare o meno le lezioni. Come del resto vi è libertà di dare o meno esami. Lo studente è dunque considerato un adulto completamente responsabile delle proprie scelte.
In merito ai tempi, come accennato questi sono molto diluiti. Le lezioni sono durante l’arco di 3-4 mesi, seguiti da due mesi, in sessione invernale, o 3 in sessione estiva-autunnale. Ciò non implica che sia più semplice (anzi il contrario) ma bensì implica essere padroni del proprio tempo ed essere in facoltà di organizzarsi senza vivere “alla giornata” tra una verifica e l’altra.
In generale dunque maggiore libertà ma anche maggiore responsabilità. Altra differenza è che non vi è la sensazione di “azzeramento” che si ha al termine di ogni quadrimestre: ogni valutazione conseguita negli esami verrà trascinata sino al momento della laurea. Con tutti i pro e i contro che ne conseguono.
Il consiglio che ci sentiamo di darvi è: non spaventatevi all’idea di fare l’università. Se sceglierete il corso giusto per voi non avrete problemi a prescindere dalla difficoltà; viceversa se sceglierete qualcosa che non vi piace avrete invece molte difficoltà. Del resto, noi siamo però qui anche per questo! Nelle prossime rubriche (magari su consiglio vostro scrivendoci alla mail lostrilloneuniversitario@gmail.com o scrivendoci in direct su Instagram) presenteremo alcuni corsi universitari, in modo da consentirvi di orientarvi al meglio.
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