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Leggende metropolitane: edizione natalizia-dicembre 2019


di Giada Leonelli e Alessio Pistone


Buon Natale in anticipo Tassoniani!

In questo stupendo periodo dell'anno, farcito di verifiche ed interrogazioni, è difficile entrare nello spirito Natalizio, per questo motivo vogliamo raccontarvi alcune curiosità sul Natale sperando che possano tirarvi su il morale in attesa delle vacanze.


STORIA DEI BASTONCINI DI ZUCCHERO

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Avete mai sentito parlare di quei bastoncini di zucchero rossi e bianchi a forma di J? Ebbene la leggenda vuole che in origine non fossero così.

Si dice che un giorno, un prete, per calmare dei bambini distratti, durante la messa di Natale, diede loro delle caramelle. Visto che però distribuire dolciumi in chiesa era considerato un gesto sacrilego, il padre pensò di modificarli piegandoli e dandogli la tipica forma curva, spiegando poi come essi simboleggiassero il bastone da passeggio utilizzato dai pastori, attribuendo così loro un significato religioso.

In origine i bastoncini erano unicamente bianchi, ma in seguito vennero decorati con le famose strisce rosse.

Questo dolcetto acquisì popolarità soprattutto dal 1800, quando cominciò ad essere usato come decorazione natalizia e ad essere appeso sugli alberi di Natale.


PERCHÉ ALCUNI ALBERI SONO SEMPREVERDI?

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Un inverno, proprio quando gli uccellini si stavano preparando per migrare verso le calde aree del sud, un piccolo uccellino si ruppe un'ala e venne abbandonato dallo stormo. Cominciò a patire il freddo e la fame poiché presto il gelo e la neve si abbatterono sulla foresta, così provò a cercare riparo tra gli alberi. Inizialmente chiese alla betulla, che, pur vantandosi di essere la più bella, si rifiutò di aiutarlo. Allora il poveretto andò dalla quercia che però non lo accolse a sua volta, temendo che il passero potesse mangiare tutti i suoi frutti. Disperato, tentò di cercare un altro riparo ma le sue ali erano ormai troppo deboli.

Fortunatamente il pino, il ginepro e l'abete, vedendo l'uccellino in difficoltà, gli offrirono un riparo permettendogli addirittura di mangiare i loro dolci frutti.  Grazie a loro si salvò e sopravvisse fino alla primavera, quando riuscì a riprendere il volo. Commosso dalla loro generosità, il Re dei ghiacci ordinò al vento del Nord di non toccare gli alberi che avevano aiutato l'uccellino in pericolo.

Ecco perché in inverno, a differenza degli altri arbusti, i pini, i ginepri e gli abeti non perdono le foglie.


LA LEGGENDA DEI RAGNI DI NATALE

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Tanto tempo fa, il giorno della Vigilia di Natale, tutti i ragnetti che abitavano in una casetta vennero costretti a rifugiarsi nella soffitta, cacciati dalle pulizie per la festività. Tuttavia alcuni dei ragni più giovani non resistevano all'idea di vedere l'albero di Natale decorato, così il ragno più anziano e saggio suggerì di aspettare la notte, quando tutti sarebbero andati a dormire, per andare ad ammirarlo.

Tutti rimasero affascinati alla vista dell'albero e passarono la notte a tessere ragnatele attorno ad esso. A mezzanotte, Gesù bambino benedì la casa, trovò i ragnetti intenti ad addobbare l'albero con la loro tela ed apprezzò molto il loro operato. Tuttavia sapeva che al mattino il loro lavoro sarebbe stato distrutto dalla madre, che li aveva già cacciati il giorno prima; così per preservare la loro creazione, toccò delicatamente le ragnatele, rendendole meravigliosi e brillanti addobbi di colori argentei e dorati.

Ecco perché, tutt'oggi, gli alberi di Natale sono decorati con festoni e ornamenti scintillanti.


Speriamo che queste storie abbiano portato un po' di gioia nei vostri cuori e vi salutiamo dandovi appuntamento alla prossima edizione.

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